Screening genetico e prakriti

I risultati di questi studi cominciano a mostrare come esista una corrispondenza oggettiva tra genotipo (costituzione genetica) determinato con moderne tecniche di analisi del DNA e fenotipo (costituzione fisica della persona determinata con le procedure dell’ayurveda).

La costituzione individuale in ayurveda prende il nome di “prakriti” e definisce le persone in base alle loro caratteristiche psicofisiche. Man mano la genetica aumenterà di dati disponibili della corrispondenza tra genotipo e prakriti, matureranno sempre maggiori possibilità  applicative. 

Alcuni studi già indicano che soggetti selezionati in base alla loro prakriti, possiedono differenze in parametri biochimici ed ematologici che in effetti correlano con la loro prakriti.

Questi comprendono i profili lipidici, l’acido urico, l’emogolobina, il tempo di coagulazione ed il livello sierico di zinco. Piu’ in dettaglio, la prakriti di manifesta con tre principi espressi in natura e nella fisiologia umana, definiti dosha: vata, pitta e kapha (ref.). Nei lavori citati si è visto ad esempio che i livelli di markers metabolici generalmente aumentati nelle persone che presentano sindrome metabolica, come il livello di trigliceridi, del colesterolo totale e delle LDL, sono piu’ elevati nelle persone con una prakriti predominante di tipo kapha (ref).

Un piu’ alto livello nell’espressione dei geni dell’emoglobina è stato verificato in soggetti con una prakriti predominante di tipo pitta, rispetto a soggetti che esprimono maggiormente le caratteristiche di kapha o vata [ref], etc.

Anche a livello molecolare si notano differenze nell’espressione di geni responsabili di diverse funzioni dell’organismo.

Il metodo di classificazione dei soggetti a seconda della loro prakriti ha quindi permesso agli scienziati di identificare differenze biochimiche e molecolari preferenzialmente manifeste in soggetti con costituzione  vata, pitta o kapha e definire la loro associazione con il metabolismo ed alcune malattie croniche (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4012357/?rep…). Appare ora quindi evidente che le diverse costituzioni vata, pitta o kapha, come descritte nell’ayurveda correlano con la diversa efficienza di funzioni   dell’organismo e di conseguenza diversa suscettibilità alle malattie.

Si puo’ prevedere che prossimamente sarà possibile avere a diposizione completi pannelli genetici che, insieme alla definizione della prakriti di un individuo permettano di descrivere con piu’ precisione la sua costituzione e le sue predisposizioni, aprendo la porta a possibilità di screening e strategie dietetiche meglio adeguate agli specifici bisogni.       

 

In conclusione, è ora chiaro che una collaborazione tra la genetica moderna, la nutrizione e le conoscenze tradizionali dell’ayurveda puo’ fornire maggiori strumenti per la prevenzione e la salute ed apre nuove possibilità, portando il concetto di nutrizione personalizzata, un passo piu’ avanti.

 

L’ approccio ad una salute promossa, consolidata e mantenuta basandosi sulle caratteristiche psicofisiche della persona, se iniziato fin dai primi anni di vita, puo’ avere il potenziale di ridurre l’incidenza di molte malattie.

Al di la di una vita vissuta con maggior benessere e realizzazione, questo porterebbe come conseguenza una riduzione dei costi a carico del sistema sanitario che sono sempre in vertiginoso aumento per aumento dell’età media dell’uomo  e del conseguente e necessario management di malattie croniche.

La sensibilità che una sempre maggior parte della società mostra verso approcci integrati di prevenzione e di sani stili di vita, se correttamente applicati, si puo’ tradurre in un minor aggravio della spesa pubblica a vantaggio della disponibilità finanziaria per l’assistenza sanitaria.