La  Nutrigenetica per un' alimentazione studiata sulla costituzione genetica della persona

L’attuale facilità con la quale si puo’ sequenziare il genoma umano e l’identificazione di singole varianti genetiche nella popolazione, ha fornito la possibilità di evidenziare alcune basi genetiche che ci fanno rispondere in maniera soggettiva all’alimentazione. Questa possibilità ci permette di meglio elaborare una nutrizione “personalizzata” alla costituzione della persona. Da questa branca della scienza che prende il nome di nutrigenetica (interazione tra nutrizione e genetica) derivano informazioni utili per la salute di ognuno di noi.


Uno dei vari esempi riguarda l’obesità, un problema complesso che risulta da un’ interazione tra lo stile di vita (alimentazione scorretta, vita sedentaria e ambiente) e fattori genetici. La rivelazione di una base genetica dell’obesità umana deriva dall’identificazione di geni che controllano la massa corporea, la deposizione di grasso ed il metabolismo di grassi e zuccheri. Questi geni, se non funzionano in modo ottimale a causa di possibili differenze genetiche, possono appunto contribuire insieme ad un’alimentazione e stile di vita scorretti, a sviluppare questa patologia e problemi di salute correlati.  

 

Un’appropriata conoscenza delle variazioni genetiche presenti nei nostri geni permette ora di aiutare nell’elaborazione di regimi dietetici personalizzati, piu’ efficaci nella lotta all’obesità e ad altre malattie metaboliche. Un esempio sono piccole variazioni nei geni definiti dalle sigle MTHFR, APOE e APOA1. La conoscenza di queste variazioni ha ora un concreto valore applicativo per interventi dietetici mirati alla elaborazione di una nutrizione disegnata sulla specifica costituzione della persona.


Attività fisica, alimentazione e varianti genetiche

Queste varianti genetiche ci aiutano a comprendere perché alcune persone tendono a smaltire meglio i grassi rispetto ai carboidrati e tendono ad accumulare piu’ facilmente peso se l’apporto calorico è sbilanciato a favore dei carboidrati. Oppure perchè le persone con specifiche impronte genetiche riescono a ridurre l’eccesso di grasso con maggiore facilità se praticano attività fisica. Ad esempio, in soggetti con variazioni note nel gene FTO, l’esercizio fisico per un’ora al giorno (camminate, bicicletta, etc.) ha un grande effetto sulla perdita di peso, annullando il maggior rischio genetico di accumulare grassi. Altre varianti dello stesso gene invece sono associate ad un maggior accumulo di tessuto adiposo piu’ resistente all’effetto benefico dell’esercizio fisico, senza comunque dimenticare che un insufficiente attività fisica deve sempre essere evitata, laddove non esistono controindicazioni specifiche.

 

Anche se è sempre stato evidente, è quindi ora chiaro che alcune persone hanno piu’ problemi a perdere peso di altre a causa della particolare costituzione genetica. Se vengono identificati i determinanti genetici noti di questa predisposizione, per queste persone puo’ venire sviluppato un programma dietetico che tenga conto dell’informazione genetica